Stage presso il Dipartimento di Scienze Giuridiche dell'UNIMORE


La nostra classe, dal 5 al 9 febbraio, ha svolto un percorso di alternanza scuola lavoro presso il dipartimento di Giurisprudenza dell'Università di Modena dal tema "Cittadinanza e Costituzione: uno sguardo interculturale". I professori della facoltà hanno tenuto delle lezioni di diritto islamico, diritto costituzionale, informatica giuridica ma anche incontri con esperti del settore come, ad esempio l'avvocato Giuseppe Bove (esperto in protezione dei dati personali) oppure l'assessora Irene Guadagnini (Assessora alle Politiche Giovanili del Comune di Modena). I nostri tutor interni al dipartimento erano il prof. Thomas Casadei e il dott. Abdelhakim Bouchraa. 


Il Diritto Islamico con il prof. Bouchraa

Breve intervista al Diritto Islamico 

 

Durante il primo giorno di tirocinio in università abbiamo assistito ad una lezione di una branca del diritto molto particolare e purtroppo poco nota: il diritto islamico.

Il fiqh (nome del diritto musulmano o islamico) è l’insieme di norme giuridiche che costituiscono la giurisprudenza islamica.

 

Le Fonti del diritto Islamico

Il diritto islamico presenta due fonti principali: una fonte scritta ovvero il Corano ed una fonte non scritta cioè la Sunna. Nel primo caso si tratta di una fonte suprema dal momento che il Corano costituisce il Testo Sacro della religione Islamica; nel secondo, invece, la Sunna rappresenta le consuetudini e quindi sono subordinate al Corano.

 

Riformismo contro tradizione 

Il Mondo Musulmano entra in crisi, già a partire dal 1500 ma il colpo di grazia, arriverà nel 1800 con l’avvento del colonialismo e definitivamente con la fine della prima guerra mondiale, quando si dissolverà l’impero Ottomano. Questo scenario ha visto affermarsi due fazioni politiche con ideologie opposte:

Quelli che volevano allontanarsi dall’oriente e seguire le fila del mondo occidentale, relegando la religione alla sfera privata delle persone per laicizzare lo Stato

Quelli che volevano ritornare a professare i valori tradizionali, rimettendo la religione al centro della vita dello Stato e trasformando quest’ultimo in una teocrazia.

Un esempio di questo bipolarismo è la Tunisia, che, sotto pressione di Francia e Gran Bretagna nel 1848 ha scelto di dotarsi di una Costituzione. Il suo primo presidente è stato il laico Ali Ben Gedhamen. Il concetto della laicità dello Stato, quindi, è arrivato nel periodo della colonizzazione francese durante il quale hanno iniziato a convivere varie forme di diritto tra cui il diritto positivo ma anche il diritto islamico. Quest’ultimo, elaborato da religiosi prima dell’avvento dello Stato Moderno, ha dovuto poi cedere al Parlamento il potere legislativo. I cittadini saranno tenuti a osservare i precetti delle norme prodotte dallo Stato, come cittadini, e le norme del Corano e della Sunna in quanto fedeli.

Dopo la seconda guerra mondiale, anche in Tunisia si avvia un processo di decolonizzazione, che conduce la maggior parte dei paesi islamici, a raggiungere l’indipendenza dai paesi europei. La Tunisia a livello formale diventa una Repubblica democratica, ma, a livello sostanziale sarà una dittatura totalitaria con a capo un militare che governa per molti anni senza aver vinto delle “elezioni regolari”. Questa è stata una delle cause principali delle Primavere Arabe che, nel 2010, hanno visto trionfare la democrazia in diversi stati, tra cui la Tunisia.  


Nuovi dilemmi Costituzionali con il prof. Gemma

Per trattare del Bicameralismo, occorre prima fare un salto nella storia e tornare al 1748, quando il Barone di Montesquieu pubblica una delle sue opere più celebri: “Lo spirito delle leggi”. Esso è uno dei primi saggi filosofici di stampo illuminista, e tratta del principio della divisione dei poteri all’interno dello Stato. Oggi, le democrazie vengono definite tali soltanto se possiedono una giusta ed equa ripartizione dei poteri, fra le varie istituzioni. Montesquieu evidenzia in particolare il potere più importante ossia il potere legislativo che spetta al Parlamento (eletto dal popolo). Il parlamento nello stato moderno può essere di due tipi: monocamerale o bicamerale. Nel primo caso esiste una sola Camera come ad esempio in Finlandia. Nel secondo, invece, il potere legislativo si divide in due Camere: Camera dei Rappresentanti (o deputati) e Camera dei Senatori (Senato). A seconda delle funzioni che svolgono all’interno del sistema, e dei compiti a cui sono deputati, si manifesta una diversa forma di bicameralismo.

Il Bicameralismo inglese è formato da due Camere: la Camera dei Comuni, ossia la Camera elettiva e la Camera dei Lord alla quale si accede tramite nomina reale.

Il Bicameralismo americano è composto dalla Camera dei Rappresentanti, eletta su base nazionale e dalla Camera dei Senatori (due per ogni stato federale). Il Senato è un’assemblea rappresentativa degli Stati federali, che, al momento della nascita degli Stati Uniti d’America, vollero maggiori garanzie per evitare di essere schiacciati dagli stati più potenti.

Nel corso della storia c’è stata un’ ultima forma di Bicameralismo: il bicameralismo professionale ossia un’assemblea dove sono riuniti dei delegati per ogni professione. Questo fenomeno, seppur poco comune, specialmente al giorno d’oggi, prende la denominazione di Corporativismo.

 

Il Bicameralismo in Italia

In Italia, lo Statuto Albertino, prevedeva un sistema bicamerale molto simile a quello inglese, seguendo quindi il modello dello stato liberale. Da un lato era presente la Camera dei Deputati, ossia la camera elettiva, dall’altro il Senato del Regno al quale si accedeva tramite nomina reale. Subito dopo la fine della seconda guerra mondiale, l’assemblea Costituente doveva scegliere quale forma di Bicameralismo adottare per il nostro paese. La scelta fu scontata. Avevano deciso di rimanere fedeli al bicameralismo americano, proprio come volevano i democristiani. Tuttavia il nostro sistema presenta alcune differenze ovvie.

Il nostro sistema bicamerale presenta numerose garanzie ma rende, di fatto, difficile la governabilità del paese. Questo dovuto anche al fatto che la legge elettorale raramente da la maggioranza ad uno stesso schieramento sia alla Camera che al Senato, dunque il neo-nato governo non è forte, dal momento che basta una sfiducia di una delle due camere per mandare “tutto all’aria”.

 

La legge elettorale e i sistemi elettorali

La legge elettorale è l’insieme di tutte le norme in base alle quali i voti espressi dai cittadini, durante qualsiasi appuntamento elettorale, vengono convertiti in seggi all’interno delle Istituzioni.

Il Sistema proporzionale

Il Sistema proporzionale rappresenta la proporzione tra voti presi e seggi ricoperti in Parlamento. È stato il sistema elettorale vigente in Italia dal 1946 fino al 1993 quando si è passati al sistema maggioritario con la legge 4 agosto 1993 n. 276 e con la legge 4 agosto 1993 n. 277 (cd. Mattarellum).

Il sistema proporzionale garantisce la rappresentanza di tutti i partiti in parlamento tuttavia rende davvero difficile la formazione di un esecutivo forte, specialmente nei paesi dove lo scenario politico presenta più poli.

 

Il Sistema maggioritario

Il Sistema maggioritario è un sistema proporzionale corretto con un premio di maggioranza, ossia un numero di seggi in più alla prima lista che raggiunge una determinata percentuale di voti. A parole povere si può riassumere che chi ha la maggioranza si prende tutto e chi non ha la maggioranza non prende niente. In particolare ai collegi uninominali solo chi vince è eletto.

Il sistema maggioritario è presente, seppure in diverse forme, nella maggior parte dei paesi democratici.  


"Costituzionalizziamo la Rete" lezione di informatica giuridica con il prof. Michele Ferrazzano

Da qualche anno è presente all’interno del piano degli studi universitari una materia nuova: informatica giuridica. Il professor Ferrazzano ha tenuto una lezione dedicata più all’aspetto informatico rispetto a quello giuridico, in particolare ha affrontato il web in tutte le sue forme. La prima è quella più comune la Surface Web (www.) ossia quello in cui si naviga normalmente, sotto al Surface Web troviamo il Deep Web cioè una parte dedicata a tutti i siti che non compaiono sui motori di ricerca. Infine è presente il lato più oscuro di internet: il dark web all’interno del quale avvengono la maggior parte dei reati informatici.

 


"La normativa europea dei dati personali" ne parliamo con l'avv. Giuseppe Bove

Come è stato detto nell’introduzione, non abbiamo assistito solamente a lezioni, ma abbiamo anche partecipato a diversi convegni tenuti da esperti esterni all’Università. Un esempio è il seminario che ha tenuto l’avvocato Giuseppe Bove in merito al Cyber-bullismo ed in particolare alla nuova normativa entrata in vigore lo scorso giugno, la legge 71/2017. L’avvocato ha mostrato diversi cartoni animati trattanti giovani adolescenti ed il cyber-bullismo in tutte le sue forme (sexting, bacheche online per escludere altre persone…).

Tutte le foto che noi postiamo difficilmente vengono rimosse tuttavia il 25 maggio entrerà in vigore una direttiva europea sulla tutela della privacy. Anche i maggiori social network come Facebook o Instagram saranno tenuti ad eliminare post non appropriati. Tuttavia questo non basta a proteggere voi ragazzi dalla rete quindi il consiglio che ha dato l’avvocato è quello di non postare foto personali intime o imbarazzanti.

Dopo l’analisi dell’aspetto giuridico del fenomeno ha trattato di quello psicologico e, in particolare, del fenomeno “Fear of missing out” cioè paura di andare fuori ed instaurare contatti umani e sociali con le persone. Questa ansia sociale è dovuta al continuo e sistematico utilizzo dei social che ha portato ad una mancanza di contatto reale.    

Intervista all'avvocato Bove Giuseppe


Focus: Il Dipartimento di Scienze Giuridiche dell'Unimore


Corsi di Laurea

Laurea Magistrale in Giurisprudenza

(5 anni a ciclo unico)

 

Laurea Triennale In Scienze Strategiche

(Accademia Militare)

 

Laurea Triennale in scienza Giuridiche dell'impresa e della Pubblica Amministrazione

 


Informazioni

Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia

Dipartimento di Scienze Giuridiche

Via San Geminiano 3

41120, Modena (MO), Italia


Email: didattica.giurisprudenza@Unimore.it

Telephone059 2058181/8260